La Cicala Parlante – Campo 10 Numero 114

La Cicala Parlante

CAMPO 10 Numero 114

Non si parla mai della morte, la gente non ne vuole parlare, invece bisogna saper affrontare questo argomento, soprattutto a una certa…e dedico questo pezzo a Valeria Cavrini, anima di Donne-in.
Valeria era una di quelle persone che pensi vivranno per sempre perché la sua energia era tale da far credere questo, non era una malaticcia, una pigra, una che rimandava le cose, era una che ci metteva sempre la faccia. E faceva.
La sua autorevolezza nasceva da una lungimiranza sul piano professionale e dalla sua apertura nei confronti dell’altro.
Quando se ne è andata dopo una malattia repentina per cui ha lottato e guadagnato un periodo di apparente benessere, il famoso canto del cigno, giusto il tempo per farle spegnere le sue ultime candeline su una torta, ha lasciato un vuoto in molti campi e molti cuori.
Recentemente sono andata a un compleanno di una zia che compiva 100 anni, le ho portato in regalo un film fatto ai suoi 50 anni in cui c’erano tutte le sue amiche, lei era felice ma poi ha detto: “sono tutte morte”, certo zia era 50 anni fa, tu ne hai 100, la morte esiste e bisogna occuparsene.
Mentre Valeria lottava per guarire e vivere aveva aperto una chat in cui aveva messo le persone a cui voleva bene, erano tante e di vario genere e quasi nessuno conosceva gli altri ma la chat era giornaliera: al mattino dava il buon giorno attraverso i fiori di qualcuno che li coltivava, o attraverso una ricetta di chi cucinava, attraverso una fotografia di natura, o qualcosa da ridere, o qualcosa di confortante.
La sera la buonanotte arrivava con le stesse modalità ma per augurare un buon riposo.
Per sei mesi 37 persone su quella chat più altre intorno hanno seguito la lotta di Valeria, molti anche fisicamente accompagnandola alle visite o alle terapie o andandola a trovare e organizzando pranzetti per lei.
Ognuno si muoveva nelle proprie corde o nella propria acqua e ben presto tutti impararono a conoscere le attitudini degli uni e degli altri. Attitudini che il giorno del funerale ebbero un volto e un abbraccio, come riconoscersi tra fratelli e sorelle.
Ognuno di noi sa di che tipo era la propria amicizia con Valeria e ognuno di noi ne custodisce i segreti, ognuno ha il suo tipo di dolore e mancanza.
Ma in quella chat Valeria si è rivelata a tutti, quando la speranza nella guarigione si faceva lontana o le cure troppo faticose, Valeria aveva dichiarato la sua paura, i suoi timori, lo strazio dei suoi pensieri e i suoi terrori più profondi: la paura della morte, del lasciare una figlia.
E le persone hanno risposto a tono proclamando ognuna una personale paura o un consiglio, si faceva quadrato attorno a lei ed era un quadrato di profondità e intensità senza dimenticare il sense of humour di cui lei era maestra e lo è stata fino alla fine.
Sembrava tornasse la vita e già si facevano progetti ma la morte repentina è tornata, subdola e incalzante, in pochi giorni l’ha stremata, offesa e portata via.
Lasciando orfane molte persone.
Valeria aveva tante doti e qualche difetto come tutti ma la dote più grande erano le sue braccia sempre aperte, sapeva capirti e non si metteva mai in competizione, gioiva dei tuoi successi e soffriva delle tue pene.
Per ognuna di noi era un pezzo della nostra forza. Era molto più forte di quanto pensasse
Pochi giorni dopo la sua morte, la vittoria del nuovo sindaco di New York, la prima cosa che ho pensato è stata: “Vorrei parlarne con Valeria” e poi sulla chat tutti dicevano esattamente quello. Le sarebbe piaciuto molto, come è piaciuto a noi, a noi baby boomers, questo nuovo sindaco che vorremmo in Italia, raccoglie infatti un patrimonio che avevamo perduto, ha preso il buono della generazione dei boomers e lo ha adattato alla nuova visione della generazione z, un nuovo segnale pieno di speranze per il mondo intero.
Ecco questo sarebbe molto piaciuto a Valeria e ognuno di noi potrà parlargliene andando al Campo 10 Numero 114 di Lambrate, luogo pieno di prati, piante e fiori.
Semplice e poco esosa, umile e severa, intelligente e poco paziente Valeria era l’amica ideale che tutti vorrebbero, il mondo senza di lei è meno bello e meno ricco ma il suo passaggio ha avuto il tempo di toccare persone e luoghi e di lasciare una scia che ognuno porta nel proprio cuore.
Diceva sempre: “alla fine l ‘importante è poter dire ho vissuto”, ecco possiamo dirlo, Valeria ha vissuto una vita piena e bella, con dolori certo ma molto allegra e positiva, soprattutto l’esempio che ci ha dato nel finale è da tenere caro, con tutte le sue dichiarate fragilità che ha tenuto a bada lungo tutta la sua vita, come ha avuto chiaro che non c‘era più nulla da fare, in pochi minuti ha chiuso col mondo, si è preparata al viaggio togliendo tutto con grande forza e determinazione, ha chiuso sull’ultima sigaretta, non pensando più a null’altro, si è addormentata con la mano in quella della figlia.
Chapeau amica mia/nostra, hai dimostrato una forza grandissima, lo ricorderemo nel nostro momento finale e fino ad allora ti porteremo ovunque con noi insieme a quell’indimenticabile tua risata contagiosa e cristallina di bambina che ti ha sempre accompagnato.