La Cicala Parlante – Benedetta quella piccola differenza

La Cicala Parlante

BENEDETTA QUELLA PICCOLA DIFFERENZA

Poco più di un centinaio di anni fa oltre per la bellezza e il cognome una donna veniva identificata con la rendita annuale che il padre avrebbe dato in dono al futuro sposo. La donna passava dal denaro del padre unito a quello dello sposo senza vedere un centesimo. Già questo iniziava a delineare l’obbligata sottomissione con relativa obbedienza e nello stesso tempo gratitudine eterna per la vita “comoda” che le veniva concessa. Dopo il voto alle donne, dopo la rivoluzione giovanile del ‘68 il mondo del lavoro (eccezione fatta dalla corrente Bauhaus 1919/1933 che accettava le donne nella scuola di design e architettura tedesca sebbene poi relegate comunque solo ad alcuni studi come la pittura e la tessitura e dopo gli anni ‘40 e ‘50 in cui pochissime riuscivano ad entrare in lavori di alto livello sempre con disapprovazione della società) si apriva lentamente e poi sempre di più fino a portare oggi le donne nello spazio, oserei dire un soffitto di cristallo decisamente abbattuto.
Dunque è dall’inizio degli anni ‘70 che le donne hanno accesso alla scelta di un lavoro, a un proprio conto personale in banca e dal ‘72, quando in Europa è arrivato il divorzio, anche la possibilità di avere un conto disgiunto da quello del marito. Questo naturalmente ha creato problemi nelle situazioni in cui è la moglie a guadagnare più del marito con conseguente irritazione del suddetto, inoltre non ha azzerato le lamentele riguardo eventuali scelte di acquisto della moglie malgrado spenda soldi propri. E questo anche quando i soldi servono per la famiglia: il maschio fatica a dire grazie o a essere grato. Tuttavia questa propizia innovazione ha portato alle donne la capacità di emergere, di essere fiere, di congratularsi con se stesse e di conseguenza di essere più libere. Anche se nel 20 per cento dei casi deve ancora vedersela con l’altra metà.
Le donne hanno inoltre capito che dopo il folle acquisto fatto con il primo stipendio che regala una breve e effimera dopamina abbinata a serotonina e endorfine, uguale botta di gioia, vale la pena di essere oculate per mantenere questa indipendenza, non sono infatti le firme che mi posso permettere che mi fanno valere, sono io che acquisto che faccio valere chi vende. E’ ormai assodato che le donne più sopraffatte da ogni punto di vista sono quelle che non hanno ancora una propria indipendenza economica. Le ragazze oggi sono combattive e preparate ma le più giovani rischiano di finire nelle trappole di uomini che non accettano questa situazione, anzi la combattono. Non parliamo delle cosi dette “culture straniere” in cui Isis, Talebani, o varie sette religiose stanno riportando la totale situazione femminile addirittura al medioevo con restrizioni simili alla tortura, alla violenza e alla schiavitù, ma di filoni americani e europei come le frange estreme misogine online di “Incel” proclamano che le donne devono essere controllate o come “MGOW” che addirittura vorrebbero tenere le donne in stalle come le mucche solo per il sesso e per figliare ma anche serie tv e film in Europa seguono questa corrente.
Pensavamo che il sessista americano “Mad Men” degli anni ‘60 fosse superato ma ecco apparire “Handmaids’tale” dove le donne sono ridotte a schiave per alla riproduzione sotto durissima tutela con pene anche di morte di fronte alla più piccola disobbedienza. “The stepford wives” insegna come si trasforma una donna in una moglie perfetta o “The lobster” una società di controllo sui movimenti delle donne per non parlare dei tanti siti online da passa parola dove insegnano a sottomettere le proprie mogli esattamente come i Talebani insegnano a picchiarle se non ubbidiscono. Alla fine non c’è molta differenza.
Gli uomini hanno accettato il cambiamento con fatica, ora dopo qualche anno di sballamento alcuni gruppi cercano di contrastarlo, non dobbiamo abbassare la guardia, ogni risultato va tenuto ben saldo, questo dobbiamo insegnare a figlie e figli e nipoti e vanno aiutate le donne giovani a non cadere nell’ultimo trabocchetto: “più mi svesto e mostro come sono in forma più valgo”. Ennesima insidia di un certo tipo di maschio per relegarti nel limbo del piacere a tutti prima di ogni altra cosa. Fortunatamente un’altra inchiesta ci rivela che secondo il rapporto “ILO-Gallup” il 66 per cento degli uomini preferisce che la donna sia indipendente e svolga un lavoro retribuito che le piaccia, mentre il 34 preferisce che abbiano un lavoro part time per seguire anche la vita famigliare. Il tasso di occupazione femminile è del 52,5 per cento contro il 70,4 e solo il 21 dirigente contro il 32 degli uomini degli uomini, c ’é ancora da crescere. La vera libertà di una donna ma di qualunque essere umano è essere indipendente economicamente. Facciamo in modo di restare alla pari, che gli uomini accettino e che le donne non diventino a loro volta delle “Barbablù”, ma nemmeno delle “Barbie” dato che persino lei lo ha imparato (film Barbie del 2023 con Margot Robbie e Ryan Gosling).Nel 1949 usciva sugli schermi un magnifico e divertente film “La costola di Adamo” diretto dal grande George Cukor con altrettanto grandi Spencer Tracy e Katharine Hepburn in cui i due amanti, lei avvocato e lui vice Procuratore Distrettuale, litigavano professionalmente lungo tutta la durata del processo nel film, salvo poi affermare di ritenersi alla pari con la battuta finale: “siamo uguali a parte una piccola differenza” asseriva lei mentre si buttavano sul letto, prima di baciarla lui sentenziava: “Benedetta quella piccola differenza.”