La Cicala Parlante – Sorridi c’è la telecamera

SORRIDI C’È LA TELECAMERA
Sicurezza o zappa sui piedi?
Libertà o prigione?
Il pregiudizio o preconcetto avvalorato dal bias del cervello ci porta spesso a definizioni errate che conducono ad una sempre maggiore demagogia politica seguita a ruota da leggi fatte alla rampazzona per cui quella che doveva essere una nostra protezione diventa un ribaltamento di ruoli.
Gli stereotipi sono comodi e rassicuranti ma anche ciechi e crudeli ci permettono di fare classifiche ma anche di perdere la bellezza dell’umanità. Leggi tutto →
La Cicala Parlante – Ammalarsi da grandi: una questione di amicizia

AMMALARSI DA GRANDI: UNA QUESTIONE DI AMICIZIA
Non c’è la mamma che ti compone le coperte, e non il papà che porta un giornalino, non la nonna che ti racconta le storie, spesso non i figli magari abitanti un’altra città o comunque con figli a loro volta, lavori, problemi della vita che corre.
I più fortunati hanno fratelli o sorelle vicini, magari una cognata, i più bizzarri qualche ex generoso non più riaccoppiato che si offre, la stragrande maggioranza ce la deve fare da solo, in mezzo a estranei.
Organizzazione, decisione, pensiero, volontà e non si vuole pesare sugli altri. Leggi tutto →
Albania – Italia coast to coast – 15 maggio 2025
ALBANIA – ITALIA coast to coast
Una presentazione interessante tra Italia e Albania con libri diversi nei contenuti ma con medesime intenzioni degli scrittori che si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda … quando succede questo il mondo diventa più largo e più vicino nello stesso tempo cosa da non sottovalutare di questi tempi.
Con Renata Prevost e Tom Kuka (Enkel Demi), ha coordinato Anna Lattanzi – Albania Letteraria, è intervenuta Stefania Beschi – Il Granaio dei libri

La Cicala Parlante – La solitudine è libertà o isolamento?

LA SOLITUDINE E’ LIBERTÀ O ISOLAMENTO?
La vecchiaia è sparire un po’ per volta, i vecchi non il vedi, non li ascolti, sono come poltrone consumate, occupano spazio e tempo ma non l’interesse altrui. La solitudine li mastica piano, come fa il mare con le rocce, non per rabbia ma per mestiere e loro si aggirano tra sedie vuote, piatti riposti e finestre chiuse, in attesa che un ricordo, un nome, un suono li chiami ancora. Leggi tutto →