La Cicala Parlante – Profumo di design

PROFUMO DI DESIGN

Dicono che se hai un ricordo nascosto la musica te lo tira fuori.
Ma anche un sapore, persino i sassi oggi sanno, senza aver letto Proust, che la “Madeleine” è un ricordo d’infanzia, lo stesso lo fanno gli odori, i profumi, pur senza l’olfatto del leprotto un profumo di qualcosa ci può riportare a qualcosa d’altro, a ricordi, emozioni, fatti antichi. Quello che pochi fino ad oggi sapevano è che esistono profumi in ambito architettonico. Lo studio di questo fenomeno si basa sul fatto che durante la nostra giornata attraversiamo aromi diversi a seconda che siano al bar per la colazione o un panino di fretta, o in metrò o in una libreria o un cinema.
Funziona anche al contrario, in un cinema oggi, per esempio, non c’è odore, eppure ricordiamo quando c’era quello di fumo e dei popcorn .
Perché non prolungarli in casa?
Perché non allungare le vacanze?
Ogni differente fragranza produce stimoli diversi sul nostro cervello, addirittura nella pressione arteriosa o nella tensione muscolare, nella frequenza cardiaca e nella temperatura corporea ecc.
Saremo curati in ospedali con muri che profumano di lamponi?
In una casa ottocentesca, le carte da parati, i legni, gli arazzi, i quadri, i tessuti e i tappeti davano stimoli diversi rispetto a quelli moderni che aderiscono invece a principi che cercano la quasi totale assenza di profumi.
Allora però il problema principale era avere violette vicino per coprire le puzze.
Poi una sorta di educazione dell’odore che allontani quelli ostili ha messo porte a chiudere gli ambienti.
Oggi c’è altra voglia.
Gli spazi vengono definiti dunque non solo con la vista ma anche con l’olfatto della nostra cultura, ecco il design olfattivo, materiali differenti per oggetti e mobili di arredamento con legni diversi o diversi materiali per dare al nostro spazio un odore che ne amplifichi la percezione. E faccia volare i sensi.
Lavorazioni del vetro, materiali duri e impermeabili per farci scorrere l’acqua e creare stagni che possano produrre profumo di bosco in ogni parte della casa.
Piante innestate in un mobile per produrre profumo di montagna o di prateria a seconda del tipo di legno. Ci sembrerà di ballare con i sette fratelli delle sette spose, o con l’uomo che ballava coi lupi.
L’artista Olafur Eliasson ama l’acqua, ha ricostruito nei quattro piani del Museo d’Arte Contemporanea di Bregenz un saggio casalingo riproducendo fenomeni naturali con luce, vento, acque, tronchi sui quali far crescere i funghi, stagni d’acqua con pesciolini rossi non più nella boccia di vetro che poi si rompe sempre, un terreno sdrucciolevole che mima i sentieri del bosco, un ponte sospeso circondato dalla nebbia, chiedendo aiuto ai direttori della fotografia del cinema si può avere anche l’effetto pioggia.
Una volta un amico me l‘ha fatta su una mia finestra perché mi lamentavo del caldo.
La cultura olfattiva percepisce queste vere e proprie atmosfere architettoniche.
Alla’”Swiss Expo”, “Blur Building” che si occupa di architetture olfattive, ha presentato un meccanismo col quale si può dosare freddo e umido da odorare per sentirsi nella nebbia.
Ricordate com’era romantico l’odore di nebbia? Fuori dall’autostrada, si.
Alcuni designers stanno già utilizzando materiali profumati scegliendo accuratamente i legni e le stoffe e le vernici.
Anche i profumi per il corpo si stanno adeguando a utilizzare la natura, abbiamo profumi di betulla, di cedro, di castagno, altro che la vecchia rosa che poi sa di cimitero.
Dopo i grattacieli col giardino pensile di Stefano Boeri ora anche le case tendono a portare dentro la natura.
Una mia amica ha messo nella sua grande doccia delle grandi piante, una meraviglia, apre gli occhi e la mente, profumo di giungla, si percepiscono anche le scimmie. Basterebbe aggiungere una liana per Tarzan, Jane è già li.
Attraverso il naso salgono le molecole odorose e arrivano al cervello portando ricordi di luoghi e sensazioni.
Molto presto inviteremo gli amici in salotto a cercar funghi (certo lì sarà difficile non far capire fischiettando sotto quale poltrona nasce il fungo), in sala da pranzo a gustare le castagne immersi in profumo di bosco, nella camera da letto i vostri partner troveranno nebbia o profumo di muschio o di cedro e ruscelli o di mare a seconda delle stagioni, avrete mirtilli da cogliere, chissà magari una volpe acquattata dietro il water, una foca nella vasca per profumo di zoo o di Groenlandia se foca monaca, profumi di campo di grano a luglio e via che la fantasia corre.
Non è l’acqua umida stagnante che l’architettura ha tolto in passato, quello di oggi è un “trend” che si modera a comando come un ventilatore, e porta un concetto intrigante di profumo della natura “at home”, magari il ponte sdrucciolevole in casa di anziani lo eviterei, per dei giovani perché no, i figli cresceranno atleti e con equilibrio fisico.
Io di sicuro voglio farmi profumo di fragole da qualche parte. Il posto delle fragole, profumo di grande regista.
Possiamo lasciare le nostre case, cercarne di nuove, arredarle come una fiaba di Andersen anche con le oche e i cigni, sarà come vivere in un villaggio, se poi la nonna vi fa il pane in casa avrete ancora di più l’idea dell’antico paesello.
Ora mi ricordo che le nonne siamo noi. Chi lo sa fare il pane?!
Sarà il nostro stesso naso, che lavora per proporzioni geometriche olfattive una sopra l’altra a ideare un profumo mentale tutto personale, creando una piramide (proprio come il cibo altro generatore di odori), dovrà pensare a quali odori collocare alla base, quelli che devono resistere più a lungo, quali mettere al centro memorabili in fretta, e quali in cima, quelli più volatili da dimenticare.
Un viaggio che la nostra mente fa sull’onda delle emozioni perché cibo, odori, musica e colori altro non sono che emozioni, nutrimento per il corpo e per l’anima. I nostri profumi.
In ogni caso, con la casa di design tradizionale o con quella più attuale “be quiet”, la collezione di farfalle funziona sempre, basta che al posto delle bacheche mettiate due “Buddleja” in salotto, arrivano le farfalle vere e di conseguenza frotte di giovanotti. Mal che vada i nipoti vengono di sicuro, i bambini amano molto le farfalle.
Due piccioni con una fava.