La Cicala Parlante – Perché la Regina vale meno del Re?

PERCHE’ LA REGINA VALE MENO DEL RE?
Come effettuare un cambio di paradigma.

Perché la Regina vale meno del Re?
Una semplice domanda sotto gli occhi di tutti per secoli, dato che il gioco delle carte ci è pervenuto dalla Cina alla fine del 1300.
Si, stiamo parlando delle carte da gioco.
Eppure, tra le lotte delle “streghe” e le battaglie per ottenere un passetto in più sul piano dell’uguaglianza tra i sessi, nessuna scrittrice, nessuna femminista, nessuna avvocatessa, nessuna sociologa, nessuna psicologa, nessuna in assoluto si è mai fatta questa domanda, fino a poco tempo fa, quando una ragazza israeliana di nome Maynaa di 17 anni si è posta il quesito.
Pensate alla potenza subliminale dei simboli: fiocco azzurro per il maschietto, uguale forza, fiocco rosa per la femminuccia uguale dolcezza.
E ancora oggi, entrando in un negozio di giocattoli, giovani commesse chiedono ”per maschio o femmina?”.
Oppure qualcuno ti ricorda, a fine anno, che se la prima persona che incontrerai il primo di gennaio sarà un uomo, avrai un anno fortunato, se incontrerai una donna, il contrario.
Babbo Natale è uomo, la Befana donna.
Se, camminando per strada vicino ad un uomo, incontrate un mendicante, questi chiederà l’elemosina a voi e non all’uomo.
Pensate a quando vediamo un segnale di “stop“ per la strada mentre guidiamo: immediatamente il piede va sul freno, il simbolo è dentro di noi e cosi mentre cresciamo, giocando a carte vediamo che il Re vale più della Regina, non ci facciamo caso, lo diamo per scontato e ci allineiamo senza saperlo, senza accorgercene.
Come la storia della rana e dell’acqua bollente: se metti una rana viva in acqua fredda in un pentolone e poi scaldi l’acqua piano piano, la rana sarà bollita presto, perché non se ne accorge fino all’ultimo e, nel momento in cui se ne accorgerà, non avrà più la forza di saltare fuori.
Pensiamo ai simboli esoterici che parlano all’uomo portando in primo piano il significato nascosto di ogni esistenza, e ricordiamo l’orribile significato della svastica, e la forza dei vari brand, che le aziende inventano ogni anno per i loro prodotti, e il Nodo di Salomone, il simbolo del Pentacolo e del Fiore dell’Apocalisse.
Il simbolo è un elemento della comunicazione che esprime contenuti di significato ideali dei quali diventa il significante.
Tale elemento, sia esso un segno, un gesto, un oggetto è in grado di evocare nella mente dell’osservatore un concetto, grazie ad una convenzione prestabilita (esempio: se vedo un leone vuol dire forza, se vedo una croce penso alla Chiesa). E pensiamo al significato che diamo alle parole: cambiando l’articolo si possono cambiarne i contenuti.
In un divertente, ma anche tragico monologo Paola Cortellesi lo racconta bene: Massaggiatore: uno che massaggia, massaggiatrice: una mignotta. Uno squillo: un suono del telefono, una squillo: una mignotta. Un uomo disponibile: un uomo gentile, una donna disponibile: una mignotta. Un uomo con un passato: un uomo che ha avuto una vita interessante, una donna con un passato: una mignotta. Un gatto morto: un felino deceduto, una gatta morta: una mignotta. Un uomo di mondo: un gran signore, una donna di mondo: una mignotta… E così via la lista è lunga.
Ora questa ragazzina di 17 anni si è fatta una domanda che ritengo abbia prodotto un cambio di paradigma. Chiunque venga a conoscenza di questa domanda. non potrà più pensare le cose come prima e comincerà a guardare ogni azione, ogni fatto, ogni oggetto in modo diverso, comincerà a notare le pecche sottili (e quindi non solo quelle eclatanti) di un mondo maschile che ha sparso i suoi simboli in ogni dove.
La nostra Maynaa ha creato un mazzo di carte da gioco in cui il “Re e la Regina” sono di pari grado e il “Fante” diventa “Duca” ed è affiancato da una “Duchessa” di pari grado, e anche il “Jolly” avrà una compagna uguale.
Aiutata del padre, CEO in un grande azienda, Maynaa ha aperto on line un “fund raising” per trovare sponsor per produrre queste nuove carte che ha fatto disegnare da un amico art director:un gruppo intero sta lavorando al progetto.
(Se io fossi un’azienda che vende carte da gioco, le produrrei immediatamente).
Certo, poi bisognerà cambiare e adattare le regole per i giochi delle carte, ma sarà piccola cosa, basterà cambiare le carte in tavola: è proprio il caso di dirlo.
E tutti i bambini che tra dieci anni cominceranno a giocare a carte troveranno simboli diversi, forse ora di allora anche nei negozi di giocattoli chiederanno i gusti del bambino/a e non il sesso.
Tutto questo succederà se tutti noi, anche voi che leggete, da oggi, comincerete a smontare e a raddrizzare a parole, domande, gesti, i simboli fuori luogo, pezzo dopo pezzo: questa benedetta parità arriverà, basta spostare i simboli e fare il cambio di paradigma. Una delle più grandi innovazioni della scienza di questi anni, usiamola nelle nostre vite.
E nutriamo anche grande speranza nella generazione Z.
Nel frattempo, noi baby boomers, possiamo però consolarci con un simbolo di Regina in carne ed ossa, che da sola è un paradigma vivente: la Regina Elisabetta di Inghilterra.
Lei vale più del Re. Lunga vita alla Regina.
Renata Prevost